Sci Nordico

Il percorso dello sci di fondo del Pragelato Natural Terrain è quello dei Giochi Olimpici Torino 2006. Omologato dalla FISI per le gare internazionali è riconosciuto come uno dei circuiti più impegnativi e tecnici: realizzato nel ’99 con un contributo del CONI, ha una pista larga in media 6 metri, con dislivelli da 90 a 250 metri e sulle lunghezze di 2,5, 5 e 10 km che, conformemente ai regolamenti, lo rendono idoneo a tutte le gare nazionali ed internazionali. E’ dotato di stadio per partenze ed arrivi.
In occasione delle Olimpiadi di Torino 2006 il percorso é stato allargato a 8 metri, è stato realizzato il tracciato di 15 Km, create le strutture di servizio destinate ad atleti, allenatori, giornalisti, pubblico e costruito l’impianto di innevamento artificiale. Parte 1 dell’anello – Val Troncea : km: 7.5; difficoltà: media, dislivello: 200 m.

La pista inizia a Pragelato (Fraz. Grange) e si sviluppa con una parte pianeggiante nel fondovalle, fino a raggiungere la località Pattemouche, dove imbocca la Val Troncea sulla destra orografica. Proseguendo sul tracciato che porta in località Laval, si giunge ad un ponte che permette l'attraversamento per il rientro sulla sinistra orografica del Torrente Chisone fino allo Stadio Olimpico del Fondo ( Fraz.Plan). 

Per chi volesse proseguire, la pista di fondo continua costeggiando il Torrente Chisone in uno splendido scenario alpino fino al ponte in località La Tuccia ultimo attraversamento per il rientro sulla sinistra orografica. Qui si incontrano i resti di quella che un tempo era la Fonderia dove venivano lavorati i metalli estratti dalle miniere del Beth.

Dalla zona di Fonderia (La Tuccia) proseguendo verso il fondo valle, invece inizia l'area escursionistica per gli esperti del fuori pista che, se non sussistono pericoli di valanghe possono proseguire verso il borgo di Troncea, raggiungibile in circa trenta minuti, o lungo il torrente, verso la bergeria del Meis oltre 2000 s.l.m. ci teniamo a precisare che questa area non annovera gestori e va affrontata con tutte le cautele del caso.

Innanzitutto la legge, per questo tipo di aree, impone di attenersi scrupolosamente alle informazioni che vengono diffuse da enti pubblici o altri soggetti autorizzati a fornirle ufficialmente ed a munirsi di appositi sistemi di segnalazione e ricerca pala e sonda da neve.

Non proseguire oltre in caso di pericolo valanghe o se si preannunciano nevicate imminenti in questo caso consultare il bollettino su : http://www.arpa.piemonte.gov.it/bollettini/elenco-bollettini-1/bollettino-valanghe.

IL PRIMO ANELLO
Si prende il via da Plan, inoltrandosi lungo la valle, inizialmente pianeggiante, e raggiungendo ben presto Pattmouche. Si costeggia il torrente che viene attraversato più volte, in un ambiente naturale splendido. Nei pressi di Laval è possibile utilizzare una scorciatoia per ritornare al punto di partenza. Altrimenti si continua in salita addentrandosi nell’area del parco naturale vera e propria. Tra larici e pini silvestri si sale gradualmente per poi scendere sulla destra verso il torrente, che viene attraversato su un ponte di legno, il ponte della fonderia (quota 1750 m). Qui la segnaletica ammonisce del rischio valanghe. Il ritorno, tutto in discesa, passa di fianco ai ruderi della Tuccia, l’antica fonderia, a 1730 m., per raggiungere Pattemouche, incontrando alcune discese più impegnative. A Pattemouche c’é un punto di ristoro. Ritorno fino a Plan, da dove si può raggiungere Pragelato grazie a un secondo anello.

IL SECONDO ANELLO
 Parte da Plan a Pragelato : km: 7.5; difficoltà: media, dislivello: 50 m
 Porta da Plan (1570 m) a Pragelato (1524 m) lungo un tracciato piuttosto facile. L’anello si chiude con il ritorno sul versante opposto, il destro, della valle che comprende alcune possibili deviazioni leggermente più impegnative.


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